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santini, coppola, Fleckhaus.
Il corso di design
all’accademia
di belle arti di carrara, 1975 | 76

santini, coppola, Fleckhaus.
Il corso di design all’accademia
di belle arti di carrara, 1975 | 76

24 aprile  |  17 maggio
PALAZZO DEL MEDICO
PIAZZA ALBERICA CARRARA

24 aprile  |  17 maggio PALAZZO DEL MEDICO
PIAZZA ALBERICA CARRARA

martedì-domenica 15:00/19:00

martedì-domenica 15:00/19:00

Cover-ed

A cinquant’anni di distanza ricordare quello che è stato un esperimento unico nel panorama delle Accademie italiane ci è sembrato opportuno e necessario. Questo “ricordo” non ha ambizioni scientifiche, vuole, più modestamente, essere un riconoscimento ai tre principali protagonisti di quella che è stata una vera e propria avventura, da parte di chi, all’epoca studente, ne ha poi beneficiato nella propria vita professionale e non solo. Un gesto di riconoscenza con l’augurio che possa essere di stimolo a una ricerca più approfondita e documentata. Purtroppo molti dei materiali prodotti durante la breve ma intensa vita del Corso sono andati perduti, quelli riprodotti in questa occasione, perlopiù lettere e appunti, provengono dall’Archivio Silvio Coppola custodito dalla Fondazione Ragghianti di Lucca.

Tutto iniziò dalla volontà di Pier Carlo Santini di aggiornare una didattica ancora legata a definizioni e schemi ormai obsoleti. Allo scopo diede inizio a una serie di incontri-lezioni con le figure più significative del panorama italiano del design, innestando nei piani di studio materie legate alla progettualità fino a definire un vero e proprio piano di studi dedicato al Design affidandone a Silvio Coppola il ruolo di responsabile e docente del corso di indirizzo.
Dalla pur parziale documentazione estratta dall’Archivio Coppola, appare evidente con quanta passione e generosità queste due figure si dedicarono a questo progetto didattico. L’attivazione dello “scambio” con l’Università di Wuppertal e il corso tenuto da Willy Fleckhaus fu un momento fondamentale, un punto di svolta della vita del corso di Design. Fleckhaus è stato uno straordinario art director e docente, capace ancora oggi di essere un riferimento per chi vuole progettare una rivista, una copertina di un libro o cimentarsi in altri progetti grafici. Come scrive Luigi Bernardi nel suo Ricordo di Pier Carlo Santini, su Luk 2004, “In concomitanza con queste scelte si aprì in seno all’Accademia un dibattito vivacissimo (…). Certo, l’operazione riuscì parzialmente, più che a causa dei contrasti interni perché non potè istituzionalizzarsi: l’Ispettorato (organo del Ministero da cui dipendevano le Accademie ndr) non consentiva che il design diventasse un indirizzo autonomo al pari di Pittura e Scultura…”.
A Silvio Coppola succedettero Roberto Sambonet e poi Enzo Mari: fu quest’ultimo che stante la permanenza dell’impossibilità di istituzionalizzare l’indirizzo di Design, mise fine all’esperienza.

“Luci ha una propensione aggressiva che verrà temperata dai suoi successori e allievi (vengono tutti dal carrarese, terra dura), prima Marco Baudinelli e poi Giacomo Callo…”
Gian Arturo Ferrari, Storia confidenziale dell’editoria italiana, Marsilio 2022.

Il riflesso poco conosciuto di quell’esperimento didattico è stato “notificato” da Gian Arturo Ferrari, per molti anni il dominus della scena editoriale italiana, nella sua Storia confidenziale… pubblicata da Marsilio nel 2022. Federico Luci è stato il principale protagonista e l’apripista di questa genìa di grafici che uscita dall’Accademia di Carrara è entrata nelle principali case editrici italiane e non solo. Una “scuola carrarese” di grafici nata all’interno di quel Corso sperimentale di Design, ancora presente e attiva nell’editoria italiana, che a sua volta si perpetua nell’insegnamento e di cui Cover-ed vuole essere la riconoscente testimonianza.

Marco Baudinelli

Palazzo del Medico